Prova e risarcimento del mobbing

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mobbing
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Mobbing, aspetti generali

Con il termine mobbing ci riferiamo ad un comportamento, posto in essere dal datore di lavoro o dai dipendenti, che ha lo scopo preciso di perseguitare un dipendente, allo scopo di denigrarlo, di ledere la sua dignità professionale, e infine di spingerlo a presentare le dimissioni.

Il mobbing purtroppo è un fenomeno molto diffuso in alcuni luoghi di lavoro, e non sempre facile da riconoscere, perché non si concretizza in un atto, ma in una serie di atti talora insidiosi e difficili da denunciare in sé e per sé. Bisogna comunque sapere che il mobbing è un comportamento illecito, e come tale può anche fondare la richiesta di risarcimento dei danni in capo a chi lo subisce.

Il mobbing, abbiamo detto, non consiste in “un atto” ma piuttosto in una serie di atti, che singolarmente potrebbero anche essere considerati leciti. Tale serie di atti ha l’obbiettivo di emarginare e perseguitare un dipendente, di lederlo dal punto di vista morale, psicologico, o anche fisico e professionale, allo scopo di esasperare il lavoratore e di spingerlo a dimettersi per porre fine ad una situazione per lui divenuta insostenibile.

mobbing

Il semplice demansionamento, in sé e per sé non può essere considerato mobbing, a meno che non si inserisca all’interno di un comportamento continuato volto a denigrare e disprezzare professionalmente il lavoratore.

Come dimostrare il mobbing

Dimostrare di essere vittime di mobbing non è per nulla semplice.
Innanzitutto, come abbiamo già detto, non è facile dimostrare l’esistenza di una serie di atti concatenati volti allo scopo di denigrare una persona.

A rendere abbastanza complessa la prova c’è anche la scarsità di testimoni, specie se il mobbing viene posto in essere dagli stessi colleghi della vittima (cosiddetto mobbing orizzontale).

Il lavoratore deve fornire la prova degli atti vessatori, anche avvalendosi di semplici presunzioni, che purché siano “gravi, precise e concordanti” (come dice la legge) possono convincere il giudice dell’esistenza di un fenomeno di mobbing.

Il risarcimento dei danni da mobbing

Il lavoratore, se vuole ottenere il risarcimento del danno, dovrà dimostrare l’esistenza del danno e il nesso causale fra atto e danno, cioè fra la condotta vessatoria e il danno concretamente verificatosi.

In questo caso è logico che dovrà intervenire un medico legale o uno specialista a provare che effettivamente il soggetto ha subito un danno a causa del mobbing.

Per esempio, un lavoratore potrebbe provare che dal comportamento vessatorio prolungato dei colleghi e/o del datore di lavoro è scaturita in lui una forma di depressione che condiziona la qualità della sua vita.

Approfondimento : sentenze in materia di mobbingavvocato