Zero e Children: due cortometraggi sulla diversità

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Zero cortometraggi

Il potere dei cortometraggi è grandioso: difficilmente annoiano, dunque il messaggio veicolato ha più probabilità di raggiungere, e toccare nell’animo, lo spettatore.

In questo caso, poi, parliamo di due cortometraggi animati davvero ben realizzati, delicati, un po’ struggenti ma senza essere stucchevoli, che, il compito di toccare nell’animo lo spettatore, lo assolvono benissimo.

Il primo, “Zero”, è una vera e propria fiaba numerica sulla difficoltà di essere diverso e sentirsi uno zero. La voce narrante accompagna lo spettatore lungo i dodici minuti (si è un po’ lunghetto, ma passano velocemente) di racconto.

Ed è proprio il numero zero il protagonista di questo cortometraggio che, in seguito ad episodi di bullismo brutali, e dopo aver subito discriminazioni e vessazioni di ogni tipo (fra cui il carcere), ottiene il suo happy-ending.

 

Qua si può trovare la versione italiana.

Zero è stato prodotto da Zealous Creative, che di animazioni in stop motion ne ha proposte parecchie, ma questa è sicuramente fra quelle di maggior successo. Tanto che ha avuto un ottimo riscontro anche nei vari Festival dedicati al cinema.

Più cupo, nonché meno ottimista, è il corto intitolato “Children” che di speranze ne lascia poche. Ambientato in una sorta di moderna rivoluzione industriale, il corto, ci mostra degli studenti con la bocca cucita, tutti uguali. Fra i tanti ne spicca uno che prova, più volte, ad inseguire la sua libertà (in questo caso, rappresentata da un cagnolino). Ci riuscirà, solo alla fine. E con conseguenze nefaste. Vi è una scena emblematica in cui il protagonista si ribella e gli altri, provando anche loro ad essere diversi, tornano ad essere identici.

 

Questo corto animato è invece stato realizzato dal giapponese Takuya Okada, che ha voluto, tramite quest’animazione 3D, realizzare la sua personale e feroce critica alla società e al sistema scolastico. La scelta del sottofondo musicale (la marcia funebre di Chopin), si sposa perfettamente con i toni del corto rendendo l’atmosfera ancor più tetra, e, se possibile, angosciante.

 

Buona visione.