Addio ad Alessandro Leogrande, raccontò gli ultimi e i tanti Sud del mondo

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la frontiera leogrande

E’ morto a 40 anni lo scrittore e giornalista Alessandro Leogrande. Della sua scomparsa improvvisa e prematura ha dato notizia il padre Stefano ricordando il suo impegno “in difesa degli ultimi e dei ferocemente sfruttati nei più diversi contesti: nell’ambito del caporalato, degli immigrati, dei desaparecidos in Argentina, ed ovunque ci sia stato un sopruso” dice in un messaggio pubblicato dal sito La ringhiera, rilanciato sui social.

Tarantino ma romano d’adozione, Leogrande, che è stato vicedirettore della rivista ‘Lo straniero’ diretta da Goffredo Fofi, collaboratore di diversi quotidiani e di Radio3, ha vinto nel 2003 il Premio Sandro Onofri con ‘Le male vite’ (L’Ancora del Mediterraneo). I suoi libri, l’ultimo è ‘La frontiera’ (Feltrinelli) mostrano chiaramente il suo impegno sociale. Tra questi: ‘Uomini e caporali. Viaggio tra i nuovi schiavi nelle campagne del Sud’ (Mondadori).

Il ricordo di Saviano: «Ale, meridionalista geniale»

«Addio amico mio, addio anima che aveva il coraggio della bontà e dell’indignazione. Questo mondo di merda l’hai davvero cambiato, perché con le parole hai agito sui tuoi lettori e su chi, come me, ti ha ascoltato, letto e voluto bene. Sei stato luce di baleno, ma restano i tuoi libri. I tuoi grandi libri. I tuoi immensi libri». È un passaggio del lungo testo con cui lo scrittore Roberto Saviano esprime su Instagram il suo dolore per la morte dello scrittore e giornalista pugliese Alessandro Leogrande, scomparso a 40 anni. «Alessandro, non va bene… non tu. Non ora», scrive ancora Saviano. «Per tutto il dolore che sto provando – aggiunge – sento che non troverò in nessun argomento conforto. E non so darlo a tutte le persone ora di te orfane». «La tua vita Ale – prosegue lo scrittore – è insostituibile come la tua intelligenza. Sono ore che ho la testa piena del tuo timbro vocale e della tua risata che nasceva arricciando il naso e tirando l’aria come se uscissi da una apnea. Non sei sostiuibile». «Grazie Ale. Grazie Alessandro Leogrande – aggiunge Saviano – grazie per essere stato un meridionalista geniale. Grazie per tutto ciò che ho imparato da te. Grazie per aver raccontato gli ultimi, sempre».