il carpet del Golden Globes si tinge di nero contro molestie e abusi sulle donne

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La settantacinquesima edizione del Golden Globe, il premio alle migliori pellicole deciso dalla stampa estera ad Hollywood, ha fatto da sfondo alla prima manifestazione pubblica del movimento #Timesup, il “tempo è giunto”, una associazione formata dalle principali star del cinema americano e contro le violenze sulle donne, nata dopo lo scandalo molestie che ha avuto il suo centro nel produttore Harvey Weinstein. Il colore della serata è stato il nero scelto dalle stesse attrici per manifestare la loro vicinanza alla causa che non deve coinvolgere solo Hollywood, come ha sottolineato Meryl Streep, una delle fondatrici del movimento.

I PREMI

La “Forma dell’Acqua” di Guillermo del Toro ha vinto il premio per la miglior regia, miglior attrice protagonista è Frances McDormand, miglior commedia un film tutto al femminile, Ladybird. Sam Rockwell miglior attore non protagonista, mentre il Golden Globe per il miglior attore drammatico va a Gary Oldman. Miglior film di animazione è Coco della Disney. Il Golden globe come miglior attore in una commedia a James Franco, miglior film straniero In the Fade con Diane Kruger.

IL MOVIMENTO TIME’S UP

Ma più che dai film vincitori la serata è stata caratterizzata soprattutto dalle emozioni e dalla commozione che il tema femminile ha suscitato nella platea a partire dal tappeto rosso con cui è iniziata la cerimonia. Le star hanno scelto di sfilare con abiti neri come gesto di protesta dopo che è esploso lo scandalo sulle molestie iniziato con due inchieste contro Harvey Weinstein e poi diffusosi nei confronti di tanti altri uomini di spettacolo (da Kevin Spacey a Paul Haggis, in ordine di tempo). Ma la serata è anche un’occasione per parlare di iniquità salariale che ha messo in luce come spesso le attrici vengano pagate meno dei colleghi uomini per ruoli di altrettanta importanza. Inoltre è stata la prima uscita pubblica del movimento TIME’S UP,  progetto, sostenuto tra le altre da Cate Blanchett, Ashley Judd, Natalie Portman e Meryl Streep, Brie Larson, Reese Witherspoon, che prevede un fondo per il sostegno legale a donne e uomini molestati sessualmente sul lavoro.