Raid di Macerata, un uomo spara contro gli immigrati.

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Luca Traini si trova in isolamento in carcere accusato di strage con l’aggravante del razzismo

Un breve riepilogo del gravissimo fatto accaduto a Macerata e che vede protagonista un uomo, Luca Traini, che ha sparato da un’auto in corso contro un gruppo di immigrati.

Il clima di tensione nel Paese è alta, l’uomo che ha sparato ha un nome un cognome. Ma gli immigrati colpiti? Chi sono? Quali le loro storie? 

Ancora una volta li trattiamo cosi, anzi non li trattiamo così.

Sappiamo che Traini coltivava un profondo odio razziale che non nascondeva, anzi.

Davvero Luca Traini ha decisero di sparare contro la folla per vendicare la povera Pamela?

O l’uccisione della ragazza è stato il pretesto per dare sfogo al suo indomabile odio contro il diverso?

Come e perchè un giovane di appena 28 anni decide di compiere un gesto del genere? Da dove viene? In che contesto sociale vive? 

Le sue idee di estrema destra sono evidenti, a casa hanno trovato una copia del Mein Kampf ma questo non può bastare per prendersela con il primo che passa colpevole di avere un colore della pelle diverso.

Appena arrestato Traini dichiara

Ho fatto quel che dovevo, l’italia agli italiani

L’episodio avviene in un clima teso di campagna elettorale, dove qualsiasi tema può diventare l’ago della bilancia.

La politica assiste a tutto questo, continua a fare dichiarazioni ma probabilmente non vede ancora le sue responsabilità.

“E’ un momento delicatissimo – dichiara il sindaco di Macerata  Carancini – serve il rispetto delle persone e non possiamo farci annegare dall’odio. Tutti devono fare un passo indietro”.

In giorni come questi serve rispetto. Per la morte di Pamela, per le vittime di questo gesto di cui troppo poco si parla.

I toni si devono non solo abbassare, ma tornare civili e democratici. Non si può approfittare della morte di una giovanissima ragazza per dare sfogo all’odio xenofobo.

E’ una pagina di storia terribile e non solo per Macerata.