40 anni dalla Legge Basaglia: lo stato dei fatti

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Sono passati 40 anni dalla legge Basaglia, più precisamente la legge 180/1978.

Franco Basaglia è l’uomo che rivoluzionò la realtà dei manicomi italiani.

Mi interessa più il malato della malattia

Al centro del suo lavoro c’è il malato, la persona.

IL CONTESTO STORICO

Siamo negli anni 70, un momento di grande dinamismo culturale e politico.

Il Professor Basaglia era uno psichiatra veneziano riuscì a realizzare una riforma importante e rivoluzionaria degli istituti psichiatrici italiani. C’è chi la considera la più grande e profonda riforma mai realizzata nel nostro paese.

Viene da una famiglia benestante che gli ha permesso di studiare e frequentare determinati contesti culturali. Durante gli studi a Padova diventa antifascista e finisce anche in carcere fino al 44.

I MANICOMI NEGLI ANNI 70

Era circa un centinaio e prevedeva la cura e custodia del malato, una sorta di ergastolo in cui l’internato perdeva qualsiasi diritto.

Era utilizzate secondo la normativa del 1904 camicie di forza e gabbia per il contenimento e non ci finivano solo le persone considerate “matte” ma anche coloro i quali, per varie ragioni, potevano essere considerati pericolosi.

Franco Basaglia conosce quindi in prima persona il carcere e le strutture detentive. La sua esperienza di detenzione gli torna fortemente in mente quando nel 1961 diventa direttore del carcere di Gorizia. Qui trova la sintesi tra due strutture totalitarie, il carcere e il manicomio. Proprio da questa osservazione nascerà la sua riforma.

Ridare alle persone internate i propri diritti

Questa è la direzione intrapresa da Basaglia, che piano piano elimina le misure di contenimento, arrivano gli specchi e i comodini per permettere ai degenti di non perdere la propria identità.

Il 13 maggio 1978 viene istituita la Legge 180

Il Prof. Basaglia muore nel 1980, solo due anni dopo l’approvazione della legge che porta il suo nome

Quarant’anni dopo la legge 180 i manicomi vengono sostituiti dai centri di salute mentale, strutture residenziali psichiatriche, gli opg sono stati chiusi nel 2015.

Prima di Basaglia i malati venivano considerati qualcosa da nascondere ed evitare, vivevano in luoghi chiusi. La legge ha considerato il malato come persona, restituendogli dignità e considerandoli non più ai margini ma all’interno della società.

OPG e REMS Nel 2015 chiudono gli ospedali psichiatrici giudiziari e vengono istituite le rems, residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza gestite dalla sanità territoriale in collaborazione con il Ministero di Giustizia.

Le Rems oggi ospitano circa 600 pazienti ma secondo l’ultimo rapporto dell’associazione Antigone sono preoccupanti i numeri delle liste d’attesta di quanti aspettano per entrare nelle rems.