La street art di Moby Dick realizzata a Rebibbia

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Moby Dick a rebibbia

E’ stata ultimata alla Casa di Reclusione di Rebibbia la prima opera di street art all’interno del progetto L’arte non ha sbarre, promosso dalla Biennale Marte Live in collaborazione con le Officine GM e con il patrocinio del Garante dei Detenuti del Lazio.

IL SIGNIFICATO DELL’OPERA

Ho voluto rappresentare questa opera per far sembrare i muri del carcere tridimensionali, quasi una scultura, per dare l’ impressione che quei muri di cemento diventino muri di marmo, e perciò più preziosi.

Ho scelto di rappresentare il David e la Pietà di Michelangelo perchè sono due statue, simbolo dell’arte italiana, che ci invidiano nel mondo per bellezza, genio e impareggiabilità tecnica e artistica.

Il David in primo piano sembra guardare di spalle la Pietà. Nella Pietà, oltre al dolore c’è un abbraccio, la cosa più forte come contatto. Come richiamo alla vita dei detenuti e come segno-simbolo che spesso portano sul corpo, il Cristo sulle gambe di Maria riporterà dei tatuaggi, attualizzando quindi il dolore e l’amore allo stesso tempo, ed in modo realistico, il Cristo raffigurato riporterà i tatuaggi dei detenuti.

Ogni detenuto che parteciperà all’iniziativa, potrà mostrare il suo e quindi avrà qualcosa di suo che resterà impresso su quella immagine-statua come un ricordo, come un processo antropologico che riporta la memoria di ogni detenuto del carcere. Perciò l’opera, apparentemente identica a quella di Michelangelo, avrà impresso un pensiero, una scritta, un nome che rivive sulla pelle del Cristo così come su di loro”.

 

Moby Dick e l’assistente Antonino Perrotta

L’ARTISTA – MOBY DICK

Marco Tarascio in arte ”MOBY DICK” è uno degli artisti più importanti in assoluto del Pop Surrealismo di matrice made in Italy. Approdato alla Dorothy Circus Gallery, la galleria di riferimento per tale corrente artistica in Europa, partecipa alle mostre più prestigiose del panorama internazionale del settore.MOBY DICK prende parte all’evento collaterale della 53esima Biennale di Venezia ed espone a New York, presso il Jarvitz Center di Manhattan. Viene convocato dall’ItaliansContemporary per partecipare ad una mostra itinerante tra il Giappone e gli Usa, nell’ambito del progetto “Italian Feelings”. In Italia è stato l’assistente dei più grandi streetartist del panorama mondiale, come Kobra e Roa.