Firenze: una manifestazione pacifica per ricordare Idy Diene e per dire no al razzismo

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Idy Diene

Idy Diene viene freddato a colpi di pistola lo scorso 5 marzo a Firenze da Roberto Pirrone.

Quel giorno si trovava sul ponte Amerigo Vespucci a vendere ombrelli.

Perchè Pirrone, 65 anni, avrebbe dovuto compiere questo omicidio?

“Non gli ho sparato perchè è un nero. Non ci ho neanche pensato, ho sparato al primo che passava

Il primo che passava, sfortunatamente, era proprio Diene.

Sono stati in più di 10.000 a scendere in piazza insieme alla comunità senegalese per ribadire un fermo no al razzismo.

Il video della manifestazione

Il Sindaco Nardella ha ringraziato la comunità senegalese per aver

 “dimostrato ancora una volta di essere una comunità pacifica e di amare questa città”

Pirrone dal carcere chiede scusa alla moglie di Diene.

La Regione Toscana assegnerà 20.000 euro a Ndeye Rokhaya Mbengue, la vedova di Diene. Lo ha detto lo stesso governatore toscano Enrico Rossi, tra i partecipanti al corteo.

Chi era Idy Diane?

Idy aveva 54 anni e la stessa comunità senegalese lo ricorda come un uomo pacificista.

Veniva da Morol, una cittadina vicino Dakar. Era in Italia dal 2001 e in Senegal aveva lasciato 11 figli. Il suo sogno era riuscire a tornare nel suo Paese.

A Firenze lo conoscevano in molti, era un punto di riferimento per la comunità senegalese. Era un uomo molto religioso e spesso in Moschea conduceva la preghiera alzandosi alle cinque di mattina.

L’Imam di Firenze ringrazia i fiorentini per la presenza e partecipazione. Questo ribadisce che siamo un solo popolo volto alla pace e alla convivenza civile.

Non è il primo senegalese ucciso a Firenze

Idy purtroppo è il terzo nel giro di pochi anni. Nel 2011 un militante di Casa Pound aveva uccisi due ambulanti a Piazza Dalmazia.

Diene era cugino di una delle due vittime del 2011 e da quel giorno si occupava della vedova e della figlia.

L’omicidio di Diene impone una riflessione seria sullo stato del Paese.

Come può accadere che un uomo esca di casa armato con l’obiettivo di colpire “il primo” che capiti sotto mano ?

Come mai il malcapitato è un senegalese?

Se fosse accaduto il contrario, come ci saremmo comportati?

Se un giorno un senegalese fosse uscito di casa armato uccidendo un italiano, il primo capitato sotto tiro, come ci saremmo comportati?

Non possono esistere violenze di serie A o di serie B. La violenza è violenza ed è grave. Sempre e comunque.